sabato 28 febbraio 2015


raffreddata ammaccata e
dolorante, questa sera
non salirò sul mio piedistallo del giudizio, io
sono troppo stanca per puntare il dito quindi

lascio a voi il compito di
guardarvi.

E tu, potresti fiutare la strada giusta
e tornare indietro,

mi manchi.

Buonanotte di tosse,
incubi e male di ossa,
buonanotte di coperte e gattini,
...

domenica 22 febbraio 2015


..davvero tu
non è vero.
Il tuo essere sempre
vaga svagata vagante, mi delude anche adesso.
Io ti capisco, ma sono delusa.
E mi dispiace.
Noi forse non ci siamo ritrovate, forse solo
non abbiamo più
destino, da quello che mi dimostri.
E mi dispiace.

Tu, invece
non hai mai accettato nemmeno
di vedermi.
Di solo, vedermi.
Me lo ripeto da sola, quanto sia  pazzesco.

Infatti.
Tutto diventa ora un saltellare dolcetto tra
un nemmeno e un addirittura,

Nemmeno, hai accettato di vedermi.
Addirittura, certi comportamenti.
Nemmeno/addirittura.
Gloriose, le parole.

Io, ho paura di tutto.
Di tutto tutto e tutto ma forse non
delle relazioni.
Mi ci tuffo di cuore piena
di sangue convinta, lieta.
Andrà bene.
Anche sbagliando.

Voi, non avete paura di niente.
Di niente niente e niente, non
di sfidare una natura cattiva, non
del pericolo, perché
è così.
Voi. Che così dovete fare.
Questo dovere, un obbligo che ammirate come divertimento.

Voi. I coraggiosi che nulla temono tranne
le relazioni, che male male molto
più male addirittura più male
delle vostre indemoniate passioni.

lunedì 16 febbraio 2015


Molto ricordo, quel bacio audace,
avevo qualcosa che luccicava nei capelli che sembrava mare e
anche il mare, luccicava, io
che nemmeno ne collocavo l'esistenza lì
proprio accanto ai miei capelli, luccicavo riflessa
in quel buon profumo di vento.

Essere stata nella tana del lupo e avere scoperto
che il lupo non c'era, e che non tornerà.
Come amica, sono fiera di te.
Come persona, mi manchi, e mi dispiace di averti deriso.
Mi sono accorta che anche in quella stranezza forse
c'è qualcosa di emozionante, incomprensibile, a me ma
qualcosa di dolce, è un mondo a me sconosciuto, e posso capirlo.
Tu invece, non sei mai riuscito a farlo, con il mio mondo.
Tu non capivi, e non provavi nulla e questo
non provare nulla, è ancora adesso
agghiacciante,
si lega solo a sinonimi atroci.
Come a ripensarci atroci
sono stati i tuoi comportamenti,
saresti così assurdo da lasciarmi tutta la tana.

Ancora notte nella fragilità di un collo teso che urla,
muscoli e ossa, lavorate solo per un obbligo che non vi attira e
spesso, vi ribellate, non siete nutriti, non siete lustrati.
Una lunghissima lista solo di sprezzanti
dimenticanze,

vedi, non ti ricorderei così
tanto, se di te non ci fosse questo particolare:
quando eri piccolo, volevi fare il mago.

lunedì 9 febbraio 2015

guardo meglio, e
le vedo: mie bellissime amiche.
Perse ritrovate di sempre nuove, tutte
tutte splendidamente risvolti simili, le vedo:
coraggiose, resistenti, convinte.

Nell'infanzia, e litigi, abbracci, lacrime e racconti e
lunghe notti.
Penso a voi, e vi voglio bene.


Sono fiera di voi.
Sono fiera del vostro insistere contro tutto.


Si, certo che ho pensato anche a quell'abbraccio, e
a quel bacetto tenerino sulla guancia
che mi è sfuggito così, passando,
penso spesso anche che se ci fosse stata una scelta
tu avresti anche potuto
scegliere me.
Mi dai sempre l'impressione di guardarmi.
Ti costudisco segreto come un ricordo dolce
di un altro tempo.
Un po' consumato, e ancora più prezioso.


Affascinata da esseri graziosi che si muovono intorno a me
in un quasi girotondo,


grazie.

lunedì 2 febbraio 2015

Non domando scusa
per la mia determinazione, ma
domando scusa forse
per i miei eccessi.
Questa necessità di scrivere, quasi dannosa,


mi colpisce nel ricordo,
o in qualche strada che conoscevo
molto tempo fa.
Erano strade larghe, buie.
Buio di palazzi bui.
Palazzi alti.


Mi dispiace.
Non voglio sembrare debole, ma nemmeno
chiudere sempre così, male
malissimo.
Fa, malissimo.


Buon febbraio inverno, primavera
arriva,
dicevi che ti snervavo.
Che chiedevo, chiedevo.
La tua disapprovazione mi mostrava alla fine
solo una stanza vuota.


E io avrei voluto domandare anche
di più.


Avere tantissimo amore significa anche
provarne, tantissimo.
Anche senza corrispondenza, alle volte certe forme d'amore
bastano a se stesse.
Perché sono intense, fortissime.
Ne sono felice.
Perché sempre, ho provato
tantissimo amore.


E se ci penso, penso ai bei momenti.
Al parlare di un molo.
All'essere seduta, su quel molo.


Forse un giorno aprirai la porta
e mi mostrerai qualcosa per cui
non avrò più domande.
Magari una stanza colorata, o solo
qualche fiore infreddolito.


Devo ammettere che questa potenza di provare qualcosa si trasforma
in mancanza, e poi, in danno.
Forse è solo colpa di tutta questa mia fantasia che
vi colloca come tanti piccoli personaggi nel luogo
che io ho immaginato per voi.
Ma voi non siete d'accordo.
E io non posso convincere nessuno.
Avete ragione voi, non siete personaggi, solo
piccole ombre che passavano proprio
in un giorno di sole, riflesse.


Inviterei per un ballo, per
confermare le mie scuse, oppure solo
ecco, solo
sia
una notte
di sogni.