martedì 10 ottobre 2017

Si accendono le buie luci nel condominio

e io
controllo tutte le sere la cassetta della posta
con la speranza di trovare

una letterina d'amore

Magari da parte
dello Scoiattolo, e della Formica.

mercoledì 27 settembre 2017

Chi legge davvero questo blog?
I miei amici, quelli di cui so,
non lo hanno mai aperto.

Quindi scrivetemi, cosa ne pensate?

La delusione di un nodo alla gola,

Ma tutto questo non ha importanza, perché
il vero dramma, è l'incomprensione.
Il lavoro, si, come si ottiene?
Perché nei miei cento cv inviati le sole risposte ricevute erano così infelici
da demoralizzare un fantasma.
Cosa vuole il mondo?
Non vuole idee, non vuole creatività, e
nel caso, comunque, non vanno bene nemmeno le cose semplici.
Ogni editoriale che leggo ha lo sconforto
di un piatto di lacrime.

Tutto è merce, giusto, ma manca un po'
di quella magia che vendeva desideri,
quando ci si inventava, ci si costruiva
quando

Tu eri mio amico.
Ma amico di compromessi, o meglio,
di ricatti, e per anni ti ho guardato
sporcarti le mani vantandotene.
Sono felice tu sia felice.
Ma hai pagato troppo questa tua felicità,
non avevi talento, avevi fortuna.

Tutti gli altri, a casa a sognare.

lunedì 11 settembre 2017

Dove è andato il dolce mese di agosto?
In ninnananna, forse, in baci coccole
e bellissime cose incredibili a noi
adulti concesse
grazie all'amore più puro, quello
dei bambini.
Vorrei regalare loro parole in cambio
di ogni corsa verso me, ogni sorrisino,
ogni adorato affetto donatomi.
Quel voler bene più ingenuo, forte, di pace.
Vi amo senza ritegno, vi amo

Così forte che mi trema il cuore.
Bimba dai lunghi capelli oro,
mia deliziosa confidente di
sogni e profumi, e
bimba piccina, occhi sgranati e versetti
poetici,
siete il mio amore, bolla di sangue
a forma di emozione, sempre.

Alle mie piccole micine, poi,
fedeli consolatrici di ogni sofferenza ecco

Mi occupate tutto il cuore tutto tutto, tutto.

Grazie, a chi mi ha reso partecipe
di questo sentimento
così perfetto.
Buonanotte bimbe mie tutte.

domenica 23 luglio 2017

Bianco, nero, rosso.
Io e te abbiamo creato questa linea guida per progetti bellissimi, infiniti.
Ci separavano solo le sfumature, tu
un rosso sempre sangue, vivo, io
un rosso sempre scuro, antico.
Il mio nero era più nero, il mio bianco appena più caldo.
Eravamo noi.

Ti capisco quando parli di te,
del tuo amore adorato per queste
piccole creature donate da una sorte
molto fortunata.

Ti capisco anche se sei dall'altra parte del mondo.
Sento ogni umore ogni
pensiero parola e sento soprattutto
ogni abbraccio ogni goccia
di tutta questa purezza.

Ti conosco da sempre.
E mi manchi.
Ricordo tutto di te, la tua timidezza
di gesti, e quelle discese ripide che ci hanno costruite.

Non è il dimenticare, ma
il non avere più,
quei banchi, quei colori,

Noi.
Mi somigli ancora.

D'accordo, non scriverò per te perché
non hai più fiducia.
C'è stato un secondo in cui
mi hai persa, in un bus
che mi ha condotta lontano.

Non scriverò per te perché non capisci
che scrivere bene significa potere
scrivere tutto.

Avevi orecchini bellissimi, e il buio
era la nostra casa.
Parte di un cuore.

martedì 4 luglio 2017

Questa casa è
come quel libro scritto e
pieno di segni rossi, io

Come quel libro di eterni ritocchi che
non ti soddisfa mai
ogni parola ti costringe a
migliorarlo, rigirarlo, ecco
nella bellezza non c'è mai fine, e
davvero è bello, e crudele, insistere.

E questa casa, avrà mai una sua pace,
La vedo già sciuparsi come

Come se ogni mia cura, ogni mia devozione
Non fosse mai, abbastanza.
Si dice che si vorrebbe sempre
un abbellimento ma

La verità è che non sono mai soddisfatta.
Lasciare in sospeso, non rileggere, non aprire scatole, tutto solo
un prendere tempo.
Quale tempo?
Alla costante ricerca di una nota
Simile al capolavoro.

lunedì 26 giugno 2017

Chiudi la porta ma
non spegnere la luce.
Una crepa uno spiraglio
potrebbero essere il tuo conforto,

E ricordi come ferite
splendide, forse addio forse

Solo di parole,
non tornare

Senza una piccola rosa.

lunedì 29 maggio 2017

Io insonnia, tu
dormi tranquillo.

Mi piacerebbe sapere se sogni.
Mi piacerebbe sapere se ricordi le prime parole di un libro.

Ma tu dici: troppo.
Troppo per questo,
fuori da quello, e niente
di là, nemmeno a guardarci attenta, a
metterci la mano io

ero sicura di trovare qualcosa.
Lo so, che non mi capisci ma
se non mi ascolti, non mi senti.
Peggio, senti solo quello che ti spaventa.
Della favola tu immagini solo il lupo e mai,
la danza.

Torna a dormire tranquillo, hai ragione,
tutto questo è troppo
difficile per te.
La paura nascosta, dannosa
come un veleno segreto.

martedì 4 aprile 2017

Mi sono accorta di te come di questo
primo sole, in un collo dolorante,
sembravi piccolo, sembravi
in felpa, al liceo.
Non mi sveglierai da questo incubo e
non mi lascerai dormire questo bel sogno.

sabato 4 febbraio 2017

Una lampadina si accende da sola,
adesso. Piccola.

Sento il tuo respiro dalla poltrona,
lo sento rendermi serena, dormi così
dolce,
come se sognassi solo meraviglia.
E qualche istante ti muove appena in
minuscoli versetti ma tu
sembri ancora sorridere, ricordati

dell'estate.

domenica 8 gennaio 2017


non vuoi davvero, sapere
come sto. Non è un segreto, ma noi facciamo finta, così,

dietro l'amore, quella nebbia chiara e
voci cattive, frammenti di vetro,
dietro tutto questo sai
c'è la città.

L'amore per noi è perdersi, disturbare,
l'amore per noi sono urla, e sempre
ferire, ferirsi,
un continuo sanguinare che ti invita, ma
tu sei attratto solo dal male,

dietro questo amore, o forse chissà
per addolcire, questo amore
questo amore sporco, cattivo, dietro intorno insomma c'è

una bellissima città.
Una città che non si sa mostrare, come me.
Una città che si nasconde, per paura, per sconforto.
Come me.
Io l'avevo dimenticata, l'avevo abbandonata,
lei mi aveva deluso, tu, mi avevi deluso.
Sanguinavo su quel grigio di un asfalto consumato,
sola, e tu hai voltato le spalle, sempre.

Oggi nel parco sono sbocciati ricordi,
e poi le anatre i colori e quel castello, freddo e
palazzi, i miei palazzi, la mia storia, era qui, mi aspettava
in un perdono di una giornata di sole,
e in ogni ricordo, c'eravamo noi.
Quando ti penso è come se mi bucassero il cuore come
se sentissi improsvvisamente un buco nel cuore e
da quel buco, tutto, tutto, esce
fuori, scivola cade si rompe si vanifica.

Tu non capisci nessuna mia parola e non
il senso, di tutto questo scrivere, ma vedi non so, nemmeno
un giro di giostra, potresti capire, perchè
di queste cose, le parole i colori le luci e la bellezza solo
di piroettare, tu non ne hai l'anima.
Non mi importa del tuo successo, non
esiste cuore, nervo muscolo non esiste
cartilagine e nemmeno
una musica, un' ombra, un albero di fine estate.
Esisti solo in un completo nero che ti tiene in piedi,
manichino, servitore di plastica, straccio.